I farmaci equivalenti — spesso chiamati generici — sono uno degli strumenti più efficaci per contenere la spesa sanitaria senza rinunciare alla qualità delle cure: stesso principio attivo, stessa efficacia, prezzo più basso. Eppure in Italia il loro utilizzo resta sotto la media europea, anche per resistenze culturali dure a morire.
Cosa sono davvero, come vengono garantiti e perché convengono a tutti.
Punti Chiave
- Contengono lo stesso principio attivo del medicinale di marca originale.
- L’AIFA ne verifica la bioequivalenza prima dell’autorizzazione.
- Costano meno perché non devono ripagare i costi di ricerca originari.
- In farmacia possono proporre la versione meno cara, salvo diversa indicazione del medico.
Cosa sono e come funzionano
Stesso principio attivo, prezzo minore
Un medicinale equivalente contiene la stessa quantità dello stesso principio attivo del medicinale di riferimento il cui brevetto è scaduto, nella stessa forma farmaceutica. La differenza di prezzo — spesso significativa — deriva dal fatto che il produttore non deve sostenere i costi di ricerca e sviluppo del prodotto originatore, ma solo dimostrarne l’equivalenza.
La bioequivalenza garantita dall’AIFA
Prima di essere autorizzati, questi prodotti devono dimostrare la bioequivalenza: studi che provano che il principio attivo viene assorbito dall’organismo nella stessa misura e con gli stessi tempi del prodotto originale. L’AIFA valuta questi dati con gli stessi standard di sicurezza applicati a tutti i medicinali: un equivalente autorizzato è sicuro ed efficace, non una “copia di serie B”.
Farmaci equivalenti: il risparmio per SSN e cittadini
Quanto si risparmia
Il meccanismo è semplice: alla scadenza del brevetto, la concorrenza tra produttori fa scendere i prezzi, a volte in modo marcato. Il SSN fissa un prezzo di riferimento per ciascun principio attivo: se il paziente sceglie un prodotto più caro, paga di tasca propria la differenza. Scegliere l’equivalente meno costoso azzera l’esborso.
Su scala nazionale, la loro diffusione libera risorse preziose che il Servizio Sanitario può destinare a terapie innovative e costose — ad esempio le nuove terapie oncologiche — a beneficio di tutti.
Il consiglio del professionista
La legge prevede che il professionista informi il paziente sulla disponibilità della versione a prezzo più basso e, salvo diversa indicazione del medico sulla ricetta, dispensi quella meno cara. È un passaggio di trasparenza importante: molti cittadini non sanno di avere questa possibilità.
Falsi miti da sfatare
- “Costano meno, quindi valgono meno”: il prezzo inferiore riflette l’assenza di costi di ricerca, non una qualità minore. I controlli sono gli stessi.
- “Gli eccipienti diversi li rendono pericolosi”: gli eccipienti possono variare, ma la bioequivalenza garantisce lo stesso effetto terapeutico. Solo in rari casi specifici il medico può indicare un prodotto preciso.
- “Sono tutti uguali, tanto vale il più caro”: a parità di principio attivo e bioequivalenza, pagare di più non aggiunge benefici terapeutici.
Quando il medico può indicare un prodotto specifico
Esistono situazioni — ad esempio con medicinali a indice terapeutico ristretto o in pazienti stabilizzati su una terapia — in cui il medico ritiene opportuno non sostituire il prodotto: in questi casi appone sulla ricetta la clausola di non sostituibilità, che va rispettata. La scelta resta sempre un atto clinico, non amministrativo.
Per informazioni ufficiali: l’AIFA e il Ministero della Salute.
Il farmacista resta un alleato prezioso in questo percorso: può chiarire dubbi sulla sostituibilità tra prodotti, spiegare come leggere correttamente la ricetta e aiutare a orientarsi tra le diverse opzioni disponibili. Un dialogo aperto con il medico e il farmacista è il modo più semplice per risparmiare senza rinunciare alla qualità delle cure.
In sintesi: questi medicinali offrono stessa efficacia a prezzo minore, con risparmi concreti per cittadini e SSN. Informarsi e parlarne con il medico è il modo migliore per usarli con consapevolezza. Non cambiate mai terapia di vostra iniziativa: consultate sempre il medico.


